M A R C O N E G U I T A R S
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- i ponticelli d'osso
- la "V" volante
- il violino di Selwyn
- il tronco di Moabi

chi sono

sono un chitarrista che tempo fa ha deciso di fare da solo.

Marcone Guitars
mi appassiona moltissimo la lavorazione dei materiali (legno, osso, metallo) specialmente la lavorazione artigianale con mezzi manuali.

e' per questo che ho messo un coltello a serramanico nel mio logo.
il coltello e' il diretto prolungamento della mia mente. lo uso sempre per fare di tutto: misurare i pigmenti di vernice, applicare la colla, togliere le gocce di lucido, plasmare le saldature e in tantissime altre occasioni, inutile dire che e' il mio punto di contatto ideale col legno.

Marcone Guitars

al giorno d'oggi so riparare e regolare ogni tipo di strumento a corda acustico o elettrico. posso costruire e customizzare le chitarre elettriche e gli amplificatori, specialmente ho un amore per i valvolari. l'elettronica e' una delle mie passioni e si e' intrecciata benissimo con l'amore per la musica e per la costruzione del suono dello strumento elettrico.


Email: marco@hazlehurst.it Telefono (Marco): 339/4379162
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i ponticelli d'osso

ossicini pronti ad essere scolpiti
ponticello d' osso
la sostituzione del ponticello di plastica con uno scolpito nell'osso causa un incremento drammatico nella bellezza del suono di una chitarra classica o acustica; aumentandone la chiarezza, l'attacco e il sustain.


capotasto di osso
capotasto di osso
quando posso, sostituisco il capotasto anche nelle chitarre elettriche, come, ad esempio, la mia strato. ovviamente questo influisce solo sul suono delle corde che vengono suonate aperte; pero' l'osso lascia scivolare benissimo le corde e non trattiene la tensione da una o dall'altra parte del capotasto.

inserto d'osso
inserto d'osso
qui invece vediamo un inserto d'osso in un ponte da banjo. questi ponti in genere sono di palissandro, di per se' un ottimo elemento, ma in questo banjo in particolare (vecchio di 90-100 anni), non volendo sostituire la pelle, ho costruito questo ponte speciale per avere un suono lievemente piu' chiaro e "fragrante". ho inciso il palissandro e ci ho incastrato l'osso a misura.

La "V" volante

la V volante

questa chitarra e' stata costruita a partire da un kit comprato su ebay ma ha richiesto molta lavorazione per farla diventare un vero strumento "custom";

io l'ho portata a vari concerti e si e' comportata benissimo, e' sia calda che tagliente ed ha un ottimo sustain, come potete sentire voi stessi!

la V volante
la V volante

ecco i lavori che ho fatto:

elettronica: ho rifatto e schermato tutto il circuito interno che faceva schifo.
ho collegato il ponte con la terra (martellando il filo di rame dentro al supporto del ponticello).
ho messo un nuovo pickup al manico e ho cablato i PU in modo da poter scegliere tra humbucker e single coils con un interruttore.

verniciatura: l'idea era rappresentare i segni di un bruciatura dall'interno.
ho lavorato con carta vetrata, poi tempera, poi carta vetrata, poi anilina nera, poi abrasiva, poi anilina gialla, poi abrasiva, poi rosso, poi lucido (3 mani).
ho messo il lucido con lo spray (e' rimasto un po' opaco sul retro).

liuteria: ho allineato il manico, ho regolato il truss-rod e l'intonazione delle corde (10-46), poi ho abbassato la action a livelli metallari.


il violino di Selwyn

il violino a riposo
il violino in azione

quando ho deciso di partire con la costruzione della mia prima chitarra neck-through mi sono posto la questione della forma delle ali. dopo giorni di studio (e decine di pagine di bozzetti) ho realizzato che volevo riprodurre la forma del violino. a casa ne ho uno antico, americano, era di un amico di famiglia di nome Selwyn.
cosi' ho ricalcato la forma su un foglio, poi ho tagliato le spalle per l'accesso alla tastiera, l'ho ingrandita e ho fatto il modello in cartone; cosi' e' nata la chitarra rossa chiamata "il violino di Selwyn".

questa e' una chitarra di alta qualita'. il manico passante in acero l'ho comprato dal liutaio americano Stewart McDonald, la tastiera e' in ebano a 24 tasti. le ali le ho fatte in mogano (Sapelli) da 4,4cm; ho scavato i buchi per i magneti e per i controlli con lo scalpello e il martello (altro lavoro bellissimo che consiglio a tutti quelli che vogliono riunirsi per qualche ora con la meravigliosa storia dell'arte italiana).

il violino in azione

dopo un lungo rodaggio e una mezza dozzina di magneti montati e smontati ho deciso che la coppia perfetta era un magnete tipo PAF al manico e un HB ad alto output al ponte. inutile dire che i magneti sono collegati in modo da essere splittabili tramite il potenziometro del volume che ha un interruttore un push-pull. il magnete al ponte l'ho posizionato piu' centrale rispetto allo stile gibson per avere un suono piu' pastoso.. provare per credere!

il violino in azione

la chitarra e' solida e pesante, possiede un sustain eccezionale (supera il "livello Gibson") ha delle armoniche molto piacevoli, che sorgono dal corpo delle note specialmente in saturazione; attualmente la sto lanciando sulle veloci autostrade del power-blues ed e' diventata l'ammiraglia della mia collezione.



eccone un assaggio coi mitici BAD OLD BOYS:


il tronco di Moabi

a conti fatti una delle mie chitarre migliori da ascoltare. sto' progettando di cambiare il corpo con una mezza semiluna piu' sottile di spessore. il manico invece non lo cambierei per niente al mondo.

il tronco

il tronco in lavorazione
il manico del "tronco" e' fatto di pero africano (moabi) una pianta che e' ormai protetta ed illegale da commerciare in italia. piu' duro e piu' pesante del mogano, il manico ha uno spessore di quasi 3 cm. non ha ne' truss rod ne' tastiera; i tasti sono infissi diretatemente nel manico. la paletta l'ho lasciata piu' grossa possibile per il sustain.

il ponte del tronco
il ponte del "tronco" e' un bloccacorde artigianale completato da una sfoglia sottile di acero come ponticello. questo gli da' quell'attacco spaccadenti, anche col dimarzio che di per se e' un magnete abbastanza caldo e potente e quindi non troppo squillante.